Monday, July 16, 2007
‘Limite�...
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La donna è perfezionata.
Il suo corpo
morto veste il sorriso del compimento,
l'illusione d’una necessità greca
fluisce nelle pieghe della toga,
i suoi piedi
nudi sembrano dire:
Siamo venuti da lontano, è finita.
Ciascun bambino morto,
bianco serpente avvolto
intorno al suo bricco del latte, ormai vuoto.
Li ha raccolti nuovamente
nel suo corpo come petali d'una rosa chiusa
quando il giardino si contrae
e odori sanguinano
dalle dolci profonde gole dei fiori notturni.
La luna non ha niente di cui rattristarsi,
fissando dal suo cappuccio d’osso.
È abituata a queste cose.
Le sue zone d’ombra scricchiolano e attraggono.
Sylvia Plath , da Ariel , 1963
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